Comunicato stampa sul rigetto dei visti ai docenti dell'Universita di Garmian
La Rete italiana di studi curdi intende rendere pubblico quanto segue: il Consolato italiano a Erbil (Regione autonoma del Kurdistan in Iraq) ha rigettato la richiesta di visto di quattro colleghi, docenti presso l’Universita di Garmian, attesi all’Universita di Torino nelle giornate del 26 e 27 marzo per partecipare alle Giornate di studio internazionali intitolate “The Kurdistan Freedom Movement at a Crossroads: Historical Roots, Ideological Shifts and Reconfiguration Processes”.
Le Giornate di studio internazionali vedranno la partecipazione di decine di accademici, attivisti e rappresentanti politici da diversi paesi dell’Europa e del Medio Oriente per affrontare il tema delle attuali dinamiche di attivazione e riconfigurazione dei movimenti e dei processi di liberazione del Kurdistan e delle organizzazioni politiche curde.
Nonostante la chiusura degli aeroporti iracheni, i colleghi dell’Universita di Garmian avevano previsto la loro partecipazione in presenza attraverso rotte alternative. Le autorita italiane a Erbil hanno respinto la richiesta di visto di tutti e quattro i colleghi, adducendo la presunta mancanza di motivazioni valide per la loro partenza. Poiche le informazioni relative all’iniziativa scientifica e al soggiorno erano state condivise con il Consolato, e stata nostra cura contattare i suoi uffici nei giorni scorsi, senza ottenere alcuna risposta. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha risposto a una nostra richiesta di chiarimenti affermando che l’unico interlocutore in questa materia puo essere il Consolato stesso.
Esprimiamo viva preoccupazione per il rigetto dei visti ai quattro stimati colleghi, tanto piu in un momento come questo. Esiste una dignita dell’attivita scientifica e di ricerca che non puo essere messa in discussione attraverso il diniego della liberta di viaggiare per gli accademici. Considerata la gravita della situazione in Iraq e nell’intera regione, riteniamo che sia tanto piu importante che i cittadini iracheni abbiano la possibilita di raggiungere l’Italia, anche e soprattutto nell’ambito di iniziative che facilitano e permettono la comprensione dei fenomeni politici, il dialogo tra nazioni, organizzazioni politiche e rappresentanti politici curdi, iracheni, italiani e internazionali, in un momento in cui nella regione prevalgono la violenza bruta, lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone, l’aggressione militare e forme di comunicazione distorte e interessate da parte delle istituzioni che hanno scatenato la repressione o la guerra.
Rete italiana di studi curdi